BELLINI V. - I Puritani - Edizione rilegata in tela ed oro - Opera completa per canto e pianoforte

42,00 IVA inclusa


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Disponibilità: si
Spedizione il: 17 Dic 2019
Codice prodotto CP4168504
EAN 8000000014870
Categoria PIANO E VOCE
Marca RICORDI
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I puritani e i cavalieri, meglio conosciuto con il titolo breve I puritani, è un'opera seria in tre atti di Vincenzo Bellini su libretto di Carlo Pepoli, tratto dal dramma storico di Jacques-François Ancelot e Joseph Xavier Boniface: Têtes rondes et Cavaliers.

Ultima opera di Bellini, fu composta in nove mesi, dall'aprile del 1834 al gennaio del 1835, un tempo eccezionalmente lungo per l’epoca, durante il quale l'impianto drammaturgico fu  radicalmente trasformato e il compositore guidò da vicino il lavoro dell’inesperto librettista.

L’opera fu rappresentata per la prima volta al Théâtre Italien di Parigi il 24 gennaio del 1835, con esito trionfale.

Sebbene inizialmente fosse stata strutturata in due atti, l'opera fu suddivisa in tre atti poco prima dell'andata in scena; la modifica scaturì dalla volontà di invertire l'ordine della Scena di Elvira ("Qui la voce sua soave") e del Duetto tra Riccardo e Giorgio, la cui stretta "Suoni la tromba, e intrepido" inevitabilmente provocava una richiesta di bis.

Alla vigilia della prima rappresentazione, l’ eccessiva lunghezza dello spettacolo impose il taglio di tre brani, oggi sovente riproposti in occasione degli allestimenti:

 -  Il cantabile del terzetto tra Arturo, Riccardo ed Enrichetta (atto I) Se il destino a te m'invola
 -  Il cantabile del duetto tra Arturo ed Elvira (atto III) Da quel dì ch'io ti mirai
 -  La stretta del finale (atto III) Ah! sento o mio bell'angelo

Contemporaneamente alla versione per Parigi, Bellini preparò una versione destinata a un allestimento per il Teatro S. Carlo di Napoli, che avrebbe dovuto avere come protagonista Maria Malibran, e in cui la parte di Riccardo avrebbe dovuto essere sostenuta da un tenore. Per questa versione Bellini modificò alcuni numeri dell'opera, trasportandoli nella maggior parte dei casi a tonalità più gravi; inoltre il Duetto tra Riccardo e Giorgio fu soppresso, perché politicamente pericoloso, e sostituito da un breve recitativo. L'allestimento non ebbe però luogo, in quanto la partitura arrivò a Napoli in ritardo. Tale versione dell’opera fu riscoperta ed eseguita solo negli anni Ottanta del Novecento.

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